Difesa nei procedimenti di espulsione

Rappresentazione nei Tribunali d’immigrazione

Ci sono casi in cui un immigrato può essere sottoposto a procedimenti di espulsione coattiva dagli USA.

Anche se le persone titolari di visti non immigranti o titolari della carta verde hanno il diritto di essere negli Stati Uniti, tali diritti dipendono interamente dalla loro volontà di seguire determinate regole e di evitare certi tipi di violazioni di legge.

Le leggi americane sull’immigrazione e cittadinanza (INA) definiscono numerosi i motivi per i quali un non-cittadino può essere espulso (rimosso) e fatto tornare al proprio paese di origine.

I motivi di espulsione possono essere trovati nella sezione 237. Si applicano a chiunque viva legalmente negli Stati Uniti, con un visto per non immigranti (temporaneo) o di una carta verde (residenza permanente legale). La legge afferma anche che coloro che si trovano negli Stati Uniti senza un permesso legale devono essere espulsi.

Le cause più comuni che danno luogo a questo tipo di procedimenti sono:

  • Commissione di un reato
  • Entrare negli Stati Uniti illegalmente
  • Entrare negli Stati Uniti con documenti di un’altra persona
  • Per i possessori della Green Card, rimanere fuori degli Stati Uniti per più di 1 anno senza aver ottenuto un permesso di rientro;
  • Lavorare con il visto turistico o con il visto B-1;
  • Contrarre un matrimonio fraudolento ai fini dell’ottenimento della Green Card;
  • Rimanere negli Stati Uniti dopo la scadenza del visto di lavoro o di altro visto da investimenti (Visa overstay).

Espulsione

Se si entra illegalmente negli Stati Uniti attraversando frontiere terrestri e marittime senza l’autorizzazione da parte di un ufficiale d’immigrazione o senza un visto rilasciato in un consolato, si commette un reato definito come EWI, Entry Without Inspection.

Gli individui che sono entrati come EWI non sono ammissibili, anche se sono beneficiari di una petizione da parte di un famigliare diretto (coniuge, figlio o genitore). Pertanto la legge impone loro di lasciare gli Stati Uniti e presentarsi in un consolato all’estero, dove sarà valutata la loro idoneità a ricevere un visto.

Ai sensi dell’articolo 8 del Codice degli Stati Uniti, sezione § 1325, qualsiasi straniero che:

  • entra o cerca di entrare negli Stati Uniti, in qualsiasi momento o luogo diverso da quello designato dai funzionari d’immigrazione, o
  • sfugge all’esame o controllo da parte di funzionari d’immigrazione, o
  • tenta di entrare o ottiene l’ingresso negli Stati Uniti mediante una rappresentazione falsa o fuorviante o mediante l’occultamento intenzionale di un fatto materiale,

deve, essere multato o imprigionato non più di 6 mesi, o entrambi. Se commette nuovamente tale reato, deve essere multato o imprigionato per non più di 2 anni, o entrambi. Inoltre, qualsiasi straniero che sia fermato mentre cerca di entrare negli Stati Uniti in un momento o luogo diverso da quello indicato dai funzionari dell’immigrazione è soggetto ad una sanzione civile di almeno $ 50 e a non più di $ 250.

La presenza illegale negli Stati Uniti non è un crimine. Si potrebbe pensare che tutti gli immigrati che si trovano negli Stati Uniti senza avere status legale siano entrati illegalmente. Non è infatti così, molte persone possono essere entrate legalmente nel paese con un visto di lavoro o da viaggio valido, ma non riescono poi ad abbandonare gli Stati Uniti prima della scadenza del visto, per una serie di motivi. La sola presenza illegale nel paese non è un crimine ma una violazione della legge federale sull’immigrazione, punibile con sanzioni civili, non penali. La principale di queste sanzioni civili è l’arresto e la deportazione dagli Stati Uniti.

Alla fine del 1990, il Congresso ha deciso di punire tutti quegli stranieri “illegali”, ovvero senza visto, senza carta verde o senza un altro tipo di autorizzazione ufficiale da parte delle autorità d’immigrazione degli Stati Uniti.

Ai sensi della legge d’Immigrazione e Nazionalità (INA), un individuo che è illegalmente presente negli Stati Uniti per più di 180 giorni, ma meno di un anno, non potrà ricevere un visto per gli Stati Uniti durante un periodo di 3 anni (Three- year bar). Una persona illegalmente presente per più di un anno negli Stati Uniti, non potrà ottenere un visto per un periodo di 10 anni (Ten-year bar).

Quale Avvocato abilitato al patrocinio nei Tribunali Federali a New York e New Jersey, ho difeso decine di immigrati sottoposti al procedimento di espulsione dagli Stati Uniti.  In alcuni casi, è possibile ottenere la cancellazione dell’espulsione o un perdono (Waiver) e rimanere negli Stati Uniti; pertanto, l’assistenza tecnica di un avvocato è fortemente raccomandata per poter conseguire il miglior risultato possibile. Non è prevista l’assegnazione dell’avvocato d’ufficio nei casi di espulsione.

Peraltro, nel caso della commissione di un reato, l’immigrato viene trattenuto in detenzione dalla polizia d’immigrazione (Immigration and Customs Enforcement), ed un avvocato può essere di aiuto nel presentare un’istanza per il rilascio temporaneo su cauzione.

Rilascio su Cauzione

Se un tuo membro familiare è stato arrestato dalla polizia d’immigrazione (ICE), è cruciale ottenere l’assistenza di un Avvocato d’Immigrazione con esperienza nella difesa degli immigrati sottoposti ai procedimenti di espulsione coattiva.

La legge prevede che un immigrante ha diritto al rilascio su cauzione, a meno che non sia sospettato di terrorismo o abbia commesso un crimine aggravato. L’ammontare minimo della cauzione che un giudice d’immigrazione può imporre varia da 1500 dollari fino a decine di migliaia di dollari.

I criteri per la concessione della cauzione d’immigrazione, ed il suo ammontare sono:

  • Il pericolo posto dall’immigrante alla comunità;
  • Il rischio di fuga dell’immigrante all’estero;
  • I legami dell’immigrante con gli Stati Uniti;
  • La causa d’incarcerazione dell’immigrante;
  • L’abilità finanziaria di pagare la cauzione.

 

Non è previsto rilascio su cauzione per chi è entrato con il Visa Waiver Program (ESTA).

La ragione è semplice, entrando con l’ESTA, si rinuncia a priori a contestare l’espulsione dagli Stati Uniti. Un’eccezione limitatissima è prevista per coloro che richiedono asilo politico.

Una volta ottenuto il rilascio su cauzione, sarà necessario valutare il merito e la sostanza delle accuse contro l’immigrante, e la predisposizione di un’effettiva strategia difensiva per evitare l’espulsione coattiva dagli Stati Uniti.

Cancellazione dell’Espulsione

La cancellazione dell’espulsione (cancellation of removal) è una forma di perdono a disposizione di immigrati illegali sottoposti al procedimento di espulsione. È stata pensata per sostituire la “sospensione dell’espulsione”, dopo l’entrata in vigore l’1 aprile del 1996, dell’ Illegal Immigration Reform and Immigrant Responsibility Act (IIRIRA).

Quando uno straniero vive negli Stati Uniti senza status legale, per lungo tempo e poi viene sottoposto al processo di espulsione, può chiedere la cancellazione dell’espulsione. I beneficiari di un provvedimento di cancellazione dell’espulsione possono ottenere la residenza permanente negli Stati Uniti, la cosiddetta Green Card.

Ai sensi della INA (Immigration and Nationality Act) §240A(b) è necessario stabilire in un’udienza davanti a un giudice d’immigrazione che tutte le condizioni di seguito siano presenti:

1.   Aver vissuto, continuamente e fisicamente, negli Stati Uniti per almeno dieci anni anteriori alla data in cui si presenta la domanda di cancellazione.

Viene fatta un’eccezione nel caso in cui siano stati completati due anni di servizio attivo nelle forze armate degli Stati Uniti. In questo caso solo quei due anni sono sufficienti per soddisfare i requisiti di tempo per la cancellazione.

Bisogna tener conto che i 10 anni vengono conteggiati a partire dalla data d’arrivo fino a quando:

  • si riceve l’avviso a comparire in tribunale;
  • si commette alcun tipo di reato;
  • si compie una sola assenza dagli Stati Uniti di più di 90 giorni o più assenze fino a un totale di 180 giorni; oppure
  • si lasciano gli Stati Uniti nel quadro di un “ordine di partenza volontaria”.

 

Testimonianze e dichiarazioni giurate di testimoni (un datore di lavoro per esempio) oppure prove documentali come libretti bancari, atti, licenze, ricevute, registrazioni di nascita, registri parrocchiali, record di occupazione e le prove dei pagamenti fiscali, possono essere essenziali a dimostrare i dieci anni di residenza negli Stati Uniti e devono essere forniti al giudice .

2.   Dimostrare che l’espulsione causerebbe difficoltà eccezionali ed estremamente insolite a parenti diretti come il coniuge, figli o genitori che siano cittadini americani o residenti permanenti legali, ai sensi dell’INA §240A(b)(1)(D).

Tale difficoltà deve essere “eccezionale ed estremamente insolita”, anche se è ovvio che ogni espulsione crea un evidente disagio familiare, finanziariamente , emotivamente e fisicamente. È necessario documentare che il disagio va al di là del tipo di sofferenza che sarebbe normalmente previsto quando un parente viene espulso. Un chiaro esempio di difficoltà “eccezionale ed estremamente insolita” può essere la grave malattia di un figlio minorenne e la mancanza di cure mediche disponibili nel paese d’origine dell’interessato.

3.   Essere di buon carattere morale ai sensi dell’ INA §101(f) e non essere stati condannati per qualsiasi reato delineato nell’INA §212(a)(2), §237(a)(2) o §237(a)(3).

Esistono numerosi motivi secondo la legge per le quali un giudice d’immigrazione può considerare il richiedente privo di buon carattere morale (ad esempio essere alcolizzati abituali). É imprescindibile ricorrere a un avvocato in casi in cui siano presenti fatti estremamente negativi, come condanne penali.

Inoltre, se il richiedente viene torturato o sottoposto a crudeltà estrema (o ha un figlio minorenne che viene torturato o sottoposto a crudeltà estrema) negli Stati Uniti, da parte di cittadini americani o residenti permanenti legali, può diventare automaticamente beneficiario di una cancellazione dell’espulsione.

Cancellazione dell’espulsione per possessori di Green Card

La cancellazione dell’espulsione per un possessore di Green Card ha tre requisiti fondamentali:

  • cinque anni di residenza in qualità di residente permanente;
  • sette anni di residenza continua negli Stati Uniti;
  • assenza di condanne per crimini aggravati.

 

Nonostante si soddisfino i requisiti di base per la cancellazione dell’espulsione, la decisione di approvare o meno una domanda di cancellazione è rimessa alla discrezione del giudice d’immigrazione.

Pertanto, è importante dimostrare al giudice di essere onesto e meritevole di rimanere negli Stati Uniti e di ricevere una Green Card. Inoltre, i giudici di immigrazione possono approvare solo 4.000 applicazioni all’anno per la cancellazione dell’espulsione, limite che viene raggiunto molto rapidamente.

Per richiedere la cancellazione di rimozione ai sensi dell’INA §240A(b), si deve rispondere con estrema precisione a tutte le domande presenti nel modulo EOIR-42B. È inoltre necessario rispettare tutte le istruzioni contenute in questo modulo in quanto hanno forza di legge. È fondamentale quindi ricorrere a un avvocato d’immigrazione per la preparazione della domanda e di tutti i documenti richiesti o che possono complementare la domanda, incluse copie dei documenti che sono stati rilasciati dal Department of Homeland Security (DHS).

Il giudice può richiedere ulteriori record relativi alla richiesta di cancellazione come il pagamento di tasse, condanne giudiziarie e il pagamento del sostegno ai figli. Gli originali di tutti i documenti giustificativi devono essere disponibili per l’ispezione in udienza.

Assistenza nelle instanze presentate al Consolato Americano in Italia

Anche a seguito di un ordine di deportazione è, nella maggior parte dei casi, possibile presentare istanze al Consolato Americano in Italia per poter ottenere un nuovo visto e ritornare negli Stati Uniti. Queste richieste per un perdono (Waiver) sono molto complesse, ed l’assistenza di un avvocato d’immigrazione è praticamente indispensabile.

Contatta uno Studio Legale a New York per la difesa nei procedimenti di espulsione dagli Stati Uniti