Che cos'è l'Administrative Processing dell'INA §221(g)?

Posted By Simone Bertollini || 4-Apr-2014

Diversi visti come l'H-1B o il K-1 necessitano della previa approvazione da parte del Dipartimento d'Immigrazione (USCIS) al contrario di altri come il B-1 o il J-1. Anche se l'USCIS ha autorità principale per determinare se una persona soddisfa o meno i requisiti per un visto, il consolato può pensarla diversamente, e richiedere all'USCIS di riconsiderare la sua approvazione.

I consolati americani all'estero sono infatti noti per negare i visti ai sensi della sezione §221(g) dell'Immigration and Nationality Act (INA) anche dopo che l'USCIS ha approvato la petizione.

Il documento rilasciato dal Dipartimento di Stato ai sensi della sezione § 221(g) dell'INA è per la maggior parte utilizzato per la richiesta di ulteriori informazioni come documenti mancanti, ulteriori elementi di prova o per comunicare di non essere in grado di rilasciare il visto a causa di controlli amministrativi in corso. Tuttavia, la sezione § 221(g) è utilizzata anche dal Dipartimento di Stato per la restituzione di petizioni o applicazioni all'USCIS, per un'ulteriore revisione volta a consigliare la revoca del visto.

Per questa ragione a volte non può essere presa immediatamente una decisione definitiva sulla domanda di un visto e in questo modo il funzionario consolare fa ricorso alla Sezione § 221 (g) dell'INA e informa il richiedente che il caso verrà messo in attesa fino a quando potrà determinarsi la sua ammissibilità.

Ci sono due tipi di casi che rientrano nella sezione 221 (g):

  • Washington-related "administrative processing" in cui viene richiesto un nulla osta da un'agenzia di Washington DC

È necessaria un'approvazione da Washington quando il richiedente presenta problemi di sicurezza, criminalità, questioni giuridiche, esportazione di nuove tecnologie dagli Stati Uniti oppure proviene da alcuni paesi in concreto. Questo ricorso è volto a bloccare l'entrata di alcune persone problematiche come:

  • potenziali terroristi,
  • persone che hanno trascorso del tempo in alcuni paesi critici come l'Iran,
  • soggetti che hanno precedentemente lavorato come militari, o
  • altri addetti negli Stati Uniti per un paese ostile, anche se questo lavoro è stato svolto decenni prima.

Questi casi hanno luogo molto spesso a causa di malintesi riguardo al nome del richiedente. Può succedere infatti che ci siano casi di omonimia con persone nella black list americana, occasionando casi di scambio di identità o di ritardi prolungati. In altri casi, quando si sospetta un'attività criminale o legami sospetti con la mafia italiana o russa ad esempio, si prolunga il processo per consentire le indagini. Infine, capita spesso che i funzionari consolari riferiscano problemi legali come false dichiarazioni in una domanda per il visto e richiedano a Washington un'opinione giuridica.

Al fine di ottenere un parere sulla sicurezza, l'applicazione è tenuta in sospeso fino a quando verranno date istruzioni dall'Ufficio Visti.

  • Post-related, in cui il funzionario consolare richiede ulteriore tempo per rivedere le informazioni o la documentazione prima di prendere una decisione definitiva sul visto.

Questioni post-related sono di solito di ampia portata e possono includere indagini o verifiche nel paese d'origine del richiedente o la documentazione relativa alle qualifiche dell'interessato.

Un funzionario consolare può cercare di approfondire o verificare aspetti quali:

  • la legittimità di un matrimonio;
  • l'impiego di un richiedente;
  • i depositi fiscali;
  • il pagamento dei fondi pensione;
  • l'autenticità di un documento di formazione (un diploma di laurea) o legale (matrimonio, nascita o il certificato di divorzio).

In un caso 221(g), i funzionari consolari possono stabilire che i requisiti per un visto non sono soddisfatti e possono rifiutare di rilasciare la convalida del visto esigendo all'USCIS di revocare la richiesta precedentemente approvata.

I visti per gli Stati Uniti sono regolarmente negati per una serie di motivi. Il funzionario consolare esamina i documenti, indaga il passato del candidato eseguendo un colloquio personale per valutare se l'individuo è ammissibile. Quando un visto d'immigrazione non è approvato, viene rilasciato al richiedente un "foglio blu", indicando che sono state presentate prove insufficienti.

Possono anche essere richiesti documenti supplementari come il certificato di polizia di un paese in cui il richiedente ha vissuto dopo i 16 anni, copie autenticate di disposizioni giudiziarie (arresti, condanne), la documentazione fiscale del datore di lavoro, documenti finanziari e ulteriori informazioni sul lavoro che si svolgerà negli Stati Uniti.

Nel 2012 sono state sottoposte più di 1.100.000 domande di visto alla sezione §221(g). A volte l'avvio o l'esito di queste indagini possono essere errate in quanto non ci sono linee guida concrete. È necessario quindi fronteggiare una decisione 221(g), cooperando con le richieste consolari ma cercando di opporsi a richieste discutibili e ritardi prolungati. Un avvocato d'immigrazione sarà in grado di rivedere il caso e fornire la migliore linea d'azione, informandosi direttamente con il consolato o ambasciata presso la quale è stato negato il visto.

Categories: Visti temporanei

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