Visto R-1

Visto non-immigrante per impiegati religiosi temporanei

Il visto R-1 è rivolto a cittadini stranieri che desiderano entrare negli Stati Uniti per lavorare in qualità di religioso. In particolare, questo visto è per:

  • persone che vogliono entrare negli Stati Uniti per lavorare temporaneamente come impiegati part-time (circa 20 ore settimanali) in un'organizzazione religiosa non-profit negli Stati Uniti (istruttori religiosi, operatori liturgici, missionari o catechisti);
  • persone che vogliono lavorare come ministri di una comunità religiosa o di un gruppo (sacerdoti, suore, rabbini o monaci)

Il prerequisito fondamentale per un R-1 è quello di essere stato previamente membro di una organizzazione religiosa non-profit e in buona fede, negli Stati Uniti, almeno due anni immediatamente prima del deposito della petizione. Il candidato deve aver ricevuto un'offerta di lavoro da quella stessa organizzazione o da un affiliata della stessa.

Il primo passo per ottenere un visto R-1 viene compiuto dal datore di lavoro (futuro o attuale) negli Stati Uniti, che deve presentare il modulo I-129 per conto dell'interessato.

Quindi, il visto R-1 non può essere rilasciato direttamente dall'Ambasciata o Consolato Americano all'estero, senza previa approvazione da parte del Dipartimento d'immigrazione americano (USCIS) del modulo I-129.

La USCIS può concedere un R-1 per un periodo iniziale di 30 mesi. Successivamente, possono essere concesse delle proroghe per un totale di 30 mesi. La durata totale di permanenza con un R-1 negli Stati Uniti non può quindi superare i 60 mesi. Nel calcolare il tempo massimo di permanenza, la USCIS tiene conto solo del tempo trascorso fisicamente negli Stati Uniti.

Oltre a ciò, il coniuge e i figli (non sposati e minori di 21 anni) di un possessore di un visto R-1, possono beneficiare a loro volta di una classificazione R-2. I possessori di un R2 possono rimanere nel paese fino a quando il possessore di un R1 mantenga status legale.

Tanto il lavoratore quanto il datore devono presentare una trafila di certificati e documenti in supporto della petizione. Il datore di lavoro deve inoltre provare lo stato di esenzione fiscale dell'organizzazione, come descritto nella sezione 501(c)(3) dell'IRS (Internal Revenue Service). Inoltre, deve attestare informazioni specifiche e dettagliate riguardanti l'organizzazione religiosa, come ad esempio la sua composizione e le affiliazioni, eventuali precedenti lavoratori religiosi in possesso di un visto R-1, nonchè dimostrare la capacità di pagare lo stipendio eventualmente stipulato. Il datore di lavoro deve infine includere dettagli riguardanti il lavoro proposto e le qualifiche del dipendente.

Da visto R-1 a Green Card

Una volta entrati in possesso di un R1, e dopo aver maturato due anni di occupazione qualificata come lavoratore religioso, si può fare domanda per la Green Card.

Di fatto, i requisiti per poter beneficiare di un R-1 e quelli per ottenere una Green Card, sono molto simili. Le chiese e le organizzazioni religiose possono quindi assumere lavoratori con un visto temporaneo, per poi preseguire il cammino verso la Green Card.

Il primo passo, anche in questo caso, deve essere fatto dal datore di lavoro degli Stati Uniti, presentando il modulo I-360 al Dipartimento d'immigrazione americano.

Il processo per compilare e presentare una domanda per un visto R-1 può essere ostico e costoso, e l'assistenza di un avvocato d'immigrazione è essenziale.

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